Il testo di Gregg Braden "L'effetto Isaia" ipotizza l'esistenza di una scienza perduta, di una tecnologia capace di produrre il potere di dirigere gli avvenimenti.
L'autore arriva a questa conclusione esaminando i testi antichi, soprattutto quelli profetici. La profezia è per Braden una scienza "che ci permette di accedere alle future conseguenze di scelte che facciamo nel presente". Accanto alla profezia si pone però un'altra scienza perduta, la tecnologia della preghiera, "che ci consente di scegliere quale profezia futura vivremo".
Le profezie non erano, quindi, condanne a breve o a lunga scadenza, ma avvertimenti che avevano lo scopo, quando riguardavano fatti negativi, di indicare che bisognava cambiare rotta proprio per evitarli.
La concezione antica del tempo viene ora suffragata dalla scienza quantistica che ammette la possibilità di eventi diversi nello stesso momento.
Di questo lungo articolo vi propongo qui di seguito un breve riassunto. Se la cosa vi interessa, accedete al post successivo, dove il pezzo è riportato per intero